Programma di indirizzo 2021-2024

Finalità del documento

La proposta di programma d’indirizzo è un mezzo d’informazione, condivisione e partecipazione di tutti i tesserati e affiliati alle principali linee strategiche ed operative che interesseranno la Federazione Scacchistica Italiana nel quadriennio olimpico 2021-2024.

Il programma pone al centro dell’azione federale la crescita, il merito e la trasparenza,quali elementi portanti del miglioramento dei risultati agonistici e dell’affermazione degli scacchi in Italia.

I principali obiettivi da conseguire con il Programma sono indicati nei seguenti 10 punti:

  1. La crescita dei tesserati e del movimento
  2. La crescita dei risultati agonistici degli atleti di vertice, delle rappresentative nazionali, l’incubazione e lo sviluppo dei giovani talenti
  3. L’incremento delle risorse economiche federali e dei Comitati
  4. L’efficientamento organizzativo della Federazione
  5. La valorizzazione del patrimonio umano composto dai dirigenti sportivi, atleti, istruttori e arbitri
  6. Il rafforzamento dell’impegno federale e degli Organi Territoriali nella diffusione degli scacchi a livello scolastico
  7. La valorizzazione dell’immagine federale, delle attività e del movimento scacchistico anche ai fini di un mecenatismo sportivo e di un avvicinamento delle grandi imprese al nostro sport
  8. La valorizzazione dei grandi eventi istituzionali e dei maggiori tornei che si svolgono in Italia
  9. Rafforzamento del posizionamento internazionale della Federazione
  10. La continuità e il rafforzamento del rapporto con gli Organi Istituzionali di riferimento (CONI, Sport e Salute Spa, Ministero dello Sport, MIUR, FIDE, ECU).

Tutte le misure attuative necessarie per il conseguimento degli obiettivi del Programma saranno attuate ricercando l’efficacia, l’efficienza e l’economicità di gestione in un coerente contesto etico.

Il programma

Tra gli operatori del nostro sport è largamente diffusa l’opinione che gli scacchi possano avere degli importanti margini di sviluppo. Per riuscirci, però, occorre valorizzare le risorse a disposizione e supplire alle carenze con la dotazione dei mezzi necessari alla crescita.

L’affascinante storia e valore culturale del nostro sport, i cento anni di storia della Federazione, l’ampia penetrazione nella scuola e il riconoscimento del valore educativo degli scacchi, la notevole partecipazione ai Grandi eventi sportivi (campionati giovanili, campionati studenteschi), l’accessibilità del gioco a tutte le età, la copertura territoriale, la possibilità di praticare gli scacchi on line (e-sport) sono alcuni dei punti forza della Federazione su cui far leva. Il passaggio dal “fare” al “farlo sapere”, attraverso moderne tecniche di comunicazione esterna, aiuterà lo sviluppo del movimento scacchistico e la valorizzazione dei grandi eventi istituzionali per favorire l’attrazione di investimenti pubblicitari e del mecenatismo aziendale.

In questo contesto, il ruolo dei Comitati sarà rafforzato in quanto cruciale per lo sviluppo federale nel quadriennio. Ciò avverrà sotto forma di incentivi economici al raggiungimento di obiettivi concordati, della fruizione di strumenti di supporto alle decisioni e al controllo, di un rinnovato rapporto di reciproco sostegno tra Segreteria federale e Territorio, della condivisione delle migliori pratiche adottate tra i Comitati, della valorizzazione delle competenze manageriali e tecniche presenti sul territorio, di un proficuo dialogo con gli affiliati e i tesserati.

Le nuove politiche federali e territoriali, estesamente illustrate nel Programma, produrranno i loro effetti gradualmente. L’obiettivo di crescita dei tesserati è comunque impegnativo; rispetto all’anno precedente (dato di partenza 15.788 tesserati al 31/12/2019) l’incremento sarà il 5% nel 2021, il 10% nel 2022, il 15% nel 2023, il 20% nel 2024, portando il numero dei tesserati al termine del mandato olimpico a circa 25.200.

L’incremento dei tesserati, l’aumento degli introiti da fondi pubblici, sponsorizzazioni e ricavi diversi produrranno al termine del quadriennio una crescita dei ricavi di circa il 40% in più rispetto all’ultimo bilancio disponibile (anno 2018), facendoli attestare a circa 1,5 mln di euro, aumentando la percentuale di autofinanziamento e diminuendo così la dipendenza dai contributi erogati prima dal CONI e ora da Sport e Salute Spa.

Le risorse aggiuntive ottenute dall’azione di efficientamento e dalla riqualificazione delle attività e dei servizi, saranno equilibratamente destinate al finanziamento dei programmi tecnico-sportivi, alla comunicazione esterna e al potenziamento della Segreteria Federale, cercando di avviare un circolo virtuoso di auto rafforzamento.

3.1 Impostazione del lavoro del Consiglio Federale e delle Commissioni

Il Consiglio Federale è l’organo preposto alla verifica della corretta esecuzione del programma tecnico-sportivo, alla valutazione dei risultati conseguiti e alla vigilanza sul buon andamento della gestione federale (art. 2 comma 1 dello Statuto). Alle Commissioni sono demandate le funzioni di supporto tecnico, organizzativo e consultive, in accordo con l’art. 80 del ROF collegato all’art. 29 dello Statuto. Quale criterio generale della gestione federale, si tenderà ad una distinzione tra il ruolo di indirizzo politico e di controllo (Consiglio Federale) ed il ruolo tecnico, consultivo e organizzativo (Commissioni).

La complessità delle azioni da intraprendere per lo sviluppo della Federazione richiede al Presidente un impegno professionale e di tempo adeguato al notevole sforzo prospettato. Ricorrendone le condizioni, i due Vicepresidenti avranno delle aree di attribuzione e di responsabilità complesse, indicativamente divise tra nazionali e internazionali. Inoltre, ai sensi dell’art. 23 dello statuto sarà attivato l’Ufficio di Presidenza sia per il supporto all’azione del Presidente sia per lo snellimento delle questioni da portare all’attenzione del Consiglio Federale.

I Consiglieri, oltre a quanto definito dallo Statuto, avranno attribuiti compiti di monitoraggio dei Progetti speciali, di raccordo con le Commissioni, di seguire lo sviluppo dei vari Settori federali.

Per la prima volta nella storia federale entrano le “quote rosa” in Consiglio Federale; un segnale importante per ridurre le disuguaglianze presenti nel nostro ambiente sportivo. Sarà un arricchimento di idee, sensibilità e prospettive da valorizzare in toto e specialmente per puntare allo sviluppo del settore agonistico femminile, della dirigenza sportiva al femminile e dell’insegnamento degli scacchi.

I Presidenti/Coordinatori di Commissione saranno individuati per le loro competenze specifiche; costoro, di concerto con il Consiglio Federale, concorderanno gli obiettivi generali e prepareranno un piano di lavoro annuale e quadriennale. I Presidenti/Coordinatori delle principali Commissioni parteciperanno, senza diritto di voto qualora non siano Consiglieri, alle riunioni del CF e trimestralmente illustreranno le azioni intraprese per il raggiungimento degli obiettivi concordati. Alcune Commissioni, oltre ad avere un Presidente/Coordinatore, avranno il supporto di un Segretario e disporranno di un budget per l’operatività.

Per adottare un modello organizzativo funzionale agli obiettivi da conseguire, l’attuale panorama di Commissioni e nomine che si sono stratificate nel tempo sarà rivisto, così da rendere più semplice il coordinamento dell’attività consultiva, tecnica e di supporto organizzativo che forniscono (vedi paragrafi seguenti).

Il sistema di direzione che sarà adottato nella Federazione punterà a “pianificare-fare-controllare e valutare” in modo agile e snello; s’incoraggerà una partecipazione attiva della dirigenza sportiva apicale in questo processo. Sarà adottato un sistema di lavoro per obiettivi, supportato da nuovi strumenti come i cruscotti decisionali e di controllo. Le nuove tecnologie applicate alla comunicazione a distanza saranno introdotte e utilizzate per riunioni dell’Ufficio di Presidenza, delle Commissioni, dei Presidenti di Comitato e del Consiglio Federale in termini complementari e nel rispetto di quanto previsto dallo Statuto Federale.

Il Consiglio Federale, nel suo esercizio di indirizzo e controllo degli atti, rivaluterà ogni anno i compiti attribuiti ai singoli Consiglieri, la composizione delle Commissioni e dei risultati da esse conseguiti.

3.2 Costituzione di nuove Commissioni strategiche per lo sviluppo Federale

L’individuazione di nuove strategie di sviluppo e il rafforzamento della collocazione internazionale della Federazione rientrano tra gli obiettivi principali della presidenza. Ciò avverrà con la costituzione di cinque nuove Commissioni funzionali (art. 29 dello Statuto):

  • Commissione Grandi eventi

Cui spetteranno i compiti di promuovere i grandi eventi  federali e internazionali (quest’ultimi in collaborazione con la Commissione Relazioni Internazionali che avrà creato le condizioni per il loro svolgimento in Italia) valorizzando il turismo sportivo che ne deriva e il marchio federale, facilitare l’attrazione del mecenatismo sportivo e la sponsorizzazione degli eventi, organizzare -unitamente al Comitato Regionale territorialmente competente- gli Eventi sportivi federali per i quali non ci sono le condizioni per affidamenti a organizzatori esterni, verificare ed ispezionare le Manifestazioni assegnate per verificarne la conformità agli atti di affidamento, valorizzare insieme agli organizzatori i grandi eventi promozionali e i festival che possono dare lustro agli scacchi italiani. Alla Commissione riporterà il referente “Struttura impianti sportivi”, figura richiesta dal CONI.

  • Commissione Progetti speciali

Cui spetteranno i compiti di promuovere i progetti di promozione sportiva con la partecipazione a bandi nazionali ed europei, lo sviluppo di progetti e accordi con il MIUR e le Università, lo studio la regolamentazione e il riconoscimento del CONI di nuove Discipline sportive da portare in ambito federale.

  • Commissione Pianificazione e Sviluppo

Cui sono demandati i compiti di proporre piani di sviluppo pluriennali, creare supporti decisionali, verificare la fattibilità tecnico finanziaria delle innovazioni di prodotto e di processo.

  • Commissione Relazioni Internazionali

Cui sono demandati i compiti di estendere il livello di partecipazione dei nostri dirigenti sportivi alle Commissioni dell’ECU e della FIDE, costruire relazioni internazionali proficue, creare i presupposti affinché grandi eventi internazionali possano venire ospitati in Italia, supportare gli organizzatori nella fase di candidatura, creare le condizioni per scambi di atleti, tecnici, dirigenti e arbitri.

  • Commissione Affari Giuridici e Legali

Cui affidare le delicate implicazioni del riordino federale e delle nuove iniziative come, ad esempio, la regolamentazione dei bandi dei Grandi eventi federali di cui si parlerà nell’apposito capitolo. La nuova commissione ingloberà anche le competenze di aggiornamento del Regolamento Organico Federale e del Regolamento Giustizia e Disciplina.

3.3 Razionalizzazione delle Commissioni e delle nomine

L’attuale frammentazione delle Commissioni ne rende difficile il coordinamento; si procederà a degli accorpamenti e ad una razionalizzazione dei compiti.

  • Le Commissioni “Formazione e SNaQ” e “Formazione dirigenti sportivi” saranno accorpate in una unica Commissione “Scuola federale di formazione” che diventerà il principale asset di sviluppo delle nostre risorse umane, punterà ad accreditarsi presso i soggetti istituzionali, e in cui confluiranno la gestione dell’Albo istruttori e del Registro dei dirigenti sportivi.
  • La Commissione Medico sportiva e la Commissione Antidoping saranno accorpate e riscritte le competenze, fermo restando quanto richiesto dal CONI in merito all’ antidoping.
  • La Commissione “ROF e RGD” sarà abolita e le sue competenze saranno inglobate nella Commissione “Affari giuridici e legali”.
  • La Commissione “Verifica strutture” sarà abolita e le sue competenze andranno a far parte della costituenda Commissione “Grandi eventi”.
  • La Commissione “Nomina accompagnatori” sarà abolita e le sue competenze saranno trasferite alla Direzione Agonistica.
  • La Commissione “Premio Sanchirico-Bombelli” sarà soppressa e le competenze relative passeranno alla Commissione Arbitri Federali (CAF).
  • La Commissione Federale archivio partite sarà sostituita da un Responsabile.

Uguale opera di razionalizzazione avverrà per le posizioni soggette a nomina, molte delle quali riporteranno alle Commissioni competenti per materia (ad esempio: il Direttore GSS/TSS, il Direttore CIG Under 16, il Direttore Trofeo CONI risponderanno funzionalmente alla Commissione Didattica giovanile e scuola; il Responsabile biblioteca e il Responsabile archivio partite riporteranno alla Commissione Attività culturali; il Medico Federale farà parte e riporterà alla Commissione Medico Scientifica e Antidoping).

Particolare attenzione sarà data all’attività agonistica, come meglio specificato al capitolo ad esso riservato. Per quanto riguarda l’organigramma, il Direttore Agonistico in stretto raccordo con il Presidente fungerà da coordinamento funzionale e organizzativo del Responsabile Tecnico Nazionale, del Responsabile Tecnico Femminile, del Responsabile Tecnico Giovanile, del Responsabile Tecnico Seniores.

L’organigramma allegato riporta le Commissioni e gli Incarichi.

3.4 La Segreteria Federale

La Segreteria Federale è composta dagli uffici necessari a dare seguito alle deliberazioni degli Organi federali (art. 25 dello Statuto); ad oggi, vi lavorano due dipendenti, numero insufficiente rispetto la mole di lavoro amministrativo e certamente esiguo se paragonato alle altre DSA, anche di dimensione inferiore alla nostra Federazione.

La Segreteria Federale sarà potenziata gradualmente, dapprima utilizzando forme flessibili di lavoro per non incidere sui costi fissi, per ridistribuire le attuali responsabilità operative su più persone ed evitare situazioni di fermo o chiusura degli uffici che si generano per lo smaltimento delle ferie o per malattia. In questo modo si vuole migliorare anche il supporto gestionale ed operativo che deve essere dato ai Comitati nel loro sforzo di sviluppo e promozione sul territorio.

4.1 Attività tecnica di alto livello

Il cuore dell’attività federale è l’attività agonistica, con la crescita dei nostri atleti di vertice e l’affermazione dei nostri colori a livello internazionale. È stato fatto molto, ma è anche vero che dobbiamo recuperare ancora tanto terreno se ci confrontiamo con le nazioni scacchisticamente più avanzate.

La politica federale punterà a sostenere la carriera scacchistica professionale dei nostri giocatori di vertice, concentrando le risorse sotto forma di incentivi economici al raggiungimento degli obiettivi sportivi. I nostri atleti (donne e uomini), che rientrano nel costituendo Club Italia, annualmente concorderanno con la Direzione Agonistica gli obiettivi da raggiungere e per i quali la Federazione stanzierà le risorse ritenute congrue e premianti; parte delle risorse federali saranno utilizzate anche per perfezionare i nostri atleti di vertice grazie all’intervento di trainer nazionali o internazionali di conclamata capacità, secondo un programma tecnico individuale anch’esso concordato con la Direzione Agonistica.

Lo stage federale continuerà ad essere un punto di riferimento nel percorso di preparazione agonistica, di allenamento intensivo e di amalgama dei giocatori del Club Italia in preparazione dei grandi appuntamenti internazionali; sarà svolto da un noto allenatore di valore internazionale. Lo stage sarà integrato da periodiche sessioni di richiamo, svolte on line, nel corso dell’anno.

La Federazione, nella logica dei principi più volte richiamati di crescita merito e trasparenza, concorderà con i giocatori e le giocatrici del Club Italia gli impegni delle parti e le norme comportamentali degli atleti che rappresentano l’Italia e devono essere di esempio per i giovani che aspirano allo stesso successo.

Settore Femminile

L’Italia sta continuamente migliorando la sua posizione nel ranking europeo e mondiale e alcune delle nostre atlete di punta hanno colto successi di prestigio. Però dobbiamo prendere atto che la partecipazione femminile è ancora ben lontana dall’essere accettabile. Le tesserate sono il 18,04% del totale (anno 2018), un dato più basso ad esempio della vicina Francia (20,22%). Molte cose dovranno essere cambiate nelle politiche federali per incrementare la diffusione degli scacchi al femminile, la presenza femminile nella dirigenza sportiva, nell’insegnamento scacchistico e nell’arbitraggio. Di qui la necessità di affrontare in maniera sistematica, con un rigoroso piano triennale, lo sviluppo del settore. L’obiettivo sarà di portare la partecipazione femminile al 22 % del totale dei tesserati federali, con un netto incremento tanto da portarci fra le nazioni europee (Georgia, Grecia, Romania, Polonia e Francia) colla maggior percentuale di giocatrici.

Le atlete del Club Italia fruiranno degli stessi benefici e impostazione di lavoro dei loro colleghi di vertice. Il Settore femminile avrà uno suo circuito agonistico, individuale e a squadre, che partirà dai campionati regionali per arrivare alla finale del campionato italiano.

Settore Seniores

Il Seniores è un settore agonistico da valorizzare. Diversi giocatori di vertice, ancora attivi, sono entrati nella categoria seniores e già si sono contraddistinti per gli ottimi risultati conseguiti a livello internazionale. La Federazione si adopererà per selezionare le squadre più competitive per la partecipazione ai campionati europei e mondiali di categoria e darà la possibilità ai migliori giocatori di continuare a rappresentare l’Italia nelle manifestazioni internazionali.

La struttura per classi di età dei nostri tesserati mostra una forma a clessidra, con la strozzatura del collo che viene rappresentata dalle classi intermedie di età. L’età media di 30 anni (anno 2018) è un dato molto elevato se si considera che la metà dei tesserati è sotto i 18 anni, e di questi circa 80% è under 12. La possibilità di continuare a giocare in età sempre più avanzata e la consistenza numerica di over 50 ci consente di puntare ad un settore Seniores che avrà un circuito over 50 e over 65; partirà dai campionati regionali dedicati, per approdare alla fase nazionale che dovrà diventare una manifestazione sportiva che si caratterizza anche in termini numerici, generando il fenomeno del turismo sportivo già presente in altre manifestazioni federali.

Attività paralimpica

La Federazione ha da tempo adottato regolamenti che facilitano l’integrazione di giocatori affetti da disabilità con i giocatori normodotati. Questa politica ha consentito di costituire un gruppo di giocatori titolati che hanno dimostrato di essere competitivi nelle manifestazioni internazionali a loro dedicate. La Federazione incentiverà i migliori atleti a giocare e affermarsi in queste competizioni. Inoltre, laddove possibile e richiesto, come nel caso dei giocatori non vedenti e ipovedenti ora in gran parte tesserati tramite l’affiliata A.S.C.I. (Associazione Scacchisti Ciechi Italiani), si creerà un circuito agonistico riservato per costituire una graduatoria e assegnare il titolo nazionale. Il campionato italiano non vedenti e ipovedenti rientrerà tra gli eventi federali e si svolgerà insieme al Campionato Italiano Assoluto, al Campionato italiano femminile, al Campionato italiano U20. Il Campionato italiano non vedenti e ipovedenti deve essere considerato sia una dimostrazione della capacità inclusiva della Federazione e degli scacchi sia un evento sportivo che consentirà di selezionare i migliori giocatori che rappresenteranno l’Italia nelle manifestazioni internazionali.

4.2 Il Settore giovanile

Attività giovanile di alto livello

I nostri migliori giovani che entrano a far parte del costituendo Junior Club Italia fruiranno di uno stanziamento federale destinato alla loro formazione sportiva, direttamente corrisposto ai trainer/tutor individuati dalla Direzione Agonistica. Ai giocatori di vertice del Club Italia (con l’aggiunta dei migliori tecnici italiani di alto livello) sarà proposto di diventare trainer/tutor di questi giovani talentuosi (i quali potranno fungere anche da “secondo” del più titolato), seguendo un programma concordato con la Direzione Agonistica la quale fisserà l’obiettivo di crescita annuale. Ricorrendone le condizioni, i giovani del Junior Club Italia potranno migliorare la loro preparazione agonistica internazionale con la partecipazione alla Mitropa Cup o alle Olimpiadi riservate agli under 16. Il mancato raggiungimento dell’obiettivo annuale farà decadere il giovane dai benefici del sistema di sostegno formativo qui delineato.

I giovani appartenenti al Junior Club Italia fruiranno anche di uno stage federale. Sarà realizzato on line, con l’uso di piattaforme per lezioni di gruppo e l’impiego di istruttori italiani di primo piano o tecnici internazionali di indiscussa capacità.

Preparare nuovi talenti

I giovani atleti di seconda fascia, tenuti sotto osservazione dalla Direzione Agonistica, potranno fruire di incentivi motivazionali sotto forma di inviti a tornei di elevato livello tecnico, stage federale, scambi internazionali e altro ancora, sempre finalizzati a degli obiettivi individuali di sviluppo tecnico. Il sostegno alla formazione sportiva di questi giovani atleti sarà fornito dai Comitati, come sta accadendo ora in alcuni casi, e solo in via surrogata dalla Direzione Agonistica. Il meccanismo operativo sarà il medesimo già delineato in precedenza per i giovani del Junior Club Italia.  I Comitati si avvarranno di Istruttori federali di primo piano a livello locale, o in assenza, li individueranno e/o concorderanno con la Direzione Agonistica.

I Campionati Italiani Giovanili

Le nuove sperimentazioni regolamentari introdotte nei campionati giovanili 2020, peraltro interrotti a causa della nota emergenza sanitaria, hanno mostrato alcune lacune riguardo ai numeri minimi di partecipanti e al sistema di qualificazione che saranno sanate. L’occasione della rivisitazione del regolamento dovrà portare anche ad una riflessione su come incentivare la partecipazione ai tornei giovanili e sull’eventuale riduzione del tempo di riflessione con un parallelo incremento del numero dei turni che si dovrebbe tradurre per i più piccoli in un maggior tempo passato a giocare.

4.3 Istruttori, Scuole scacchi federali e attività tecnica regionale

La professionalizzazione dei nostri Istruttori rappresenta un passaggio obbligato per assicurare una maggiore qualità̀ dei servizi offerti dalle ASD affiliate e dalle Scuole di Scacchi riconosciute. Diventa opportuna una profonda revisione del Protocollo SNaQ che dopo il periodo sperimentale ha mostrato diverse lacune. L’accesso ai titoli più elevati dovrà considerare necessariamente la forza scacchistica dell’Istruttore; quest’ultima dovrà essere abbinata a competenze didattiche certe. I programmi didattici dovranno contemplare obiettivi specifici e contenuti didattici opportunamente diversi per i vari livelli, perché mano a mano che si sale di livello si deve possedere un più ampio e organico sistema di conoscenze e competenze. Inoltre, i livelli più elevati dei nostri istruttori/tecnici dovranno conoscere anche le più moderne tecniche d’insegnamento scacchistiche adottate a livello internazionale e, pertanto, la Federazione porterà in Italia i migliori trainer disponibili sul mercato.

L’agire federale valorizzerà nella Scuola gli Istruttori iscritti all’Albo. E’ pur vero che, all’interno dell’autonomia scolastica, i Dirigenti scolastici si avvalgono anche di figure non qualificate nell’insegnamento degli scacchi, ma spesse volte ciò avviene perché si ignora l’esistenza di un Albo i cui iscritti hanno competenze certificate dalla Federazione. Su questo punto sarà effettuata una capillare campagna di sensibilizzazione attraverso i Comitati/Delegati Regionali e, nel medesimo tempo, si opererà per coinvolgere le competenti Direzioni centrali del MIUR perché agiscano attraverso gli USR per il medesimo fine.

Le Scuole di Scacchi riconosciute diventeranno il cuore dell’attività tecnica regionale. Il riconoscimento federale di 1°, 2° e 3° livello dovrà costituire una sicura “certificazione di qualità” per tutti coloro che vi si rivolgono (scuole, famiglie e tesserati). Le ASD che hanno al loro interno le Scuole di Scacchi riconosciute potranno fregiarsi di un apposito logo federale sulla carta intestata, sul proprio sito e sui social media. Inoltre, la Federazione coinvolgerà e utilizzerà prioritariamente le Scuole scacchi delle ASD nella realizzazione sul territorio dei progetti speciali di sviluppo e divulgazione degli scacchi.

Per valorizzare la qualità e la centralità delle Scuole di Scacchi nell’attività tecnica regionale, la Commissione didattica e giovanile rivedrà gli attuali criteri di riconoscimento e controllerà periodicamente il mantenimento dei requisiti richiesti.

4.4 Revisione dei Regolamenti tecnici: il principio dell’autosufficienza

Nel corso del quadriennio, saranno gradualmente rivisitati i regolamenti disciplinanti le attività tecniche sia per aggiornarli rispetto alle numerose novità apportate dal Programma d’indirizzo sia per rendere di più immediata percezione la disciplina e i principi applicabili a ciascuna attività, anche ricorrendo al principio dell’autosufficienza. Si vuole, cioè, evitare che l’esatta comprensione della “regola” applicabile al caso concreto possa dipendere da richiami ad altre norme regolamentari, soprattutto se relative a diversi regolamenti, di modo che gli organizzatori, gli atleti, gli arbitri ed in genere coloro che sono chiamati a farne applicazione siano immediatamente edotti della norma applicabile.

I Comitati Regionali sono posti al centro del progetto di crescita del numero dei tesserati e degli affiliati. L’impostazione di trasferire rilevanti quote del bilancio federale ai Comitati è stata prerogativa della Federazione Scacchistica Italiana, strategia diversa da quella adottata dalle altre DSA che tendono ad accentrare le risorse economiche per raggiungere i propri scopi. La nostra Federazione, in questo modo, ha ottenuto una copertura omogenea e capillare del territorio nazionale da parte degli affiliati e dei tesserati, indispensabile premessa per un ulteriore salto di qualità. È impensabile ipotizzare l’impegnativo target di tesserati che si dovrà raggiungere a fine mandato senza il coinvolgimento attivo e determinante del Territorio.

Nel quadriennio, la quantità di risorse destinate ai Comitati sarà ulteriormente incrementata, aggiungendo agli attuali trasferimenti standard delle quote suppletive legate al raggiungimento di obiettivi di risultato nel tesseramento, concordati ma coerenti con le ambizioni di crescita nazionale. In tal modo si andranno a incentivare le strategie locali e, per mezzo dei Comitati, a premiare l’impegno degli operatori del territorio per il tesseramento dei giovanissimi che praticano gli scacchi nella scuola. Tale tesseramento è importante: infatti, il mancato avvio di questi studenti ai circuiti giovanili federali ed alle attività sociali delle ASD, comporta un freno al volume dei tesserati della FSI e una intrinseca debolezza delle nostre ASD che risultano sottodimensionate rispetto alla media delle ASD affiliate alle DSA. La Federazione lascerà ai Comitati la scelta delle politiche di sviluppo più opportune per il proprio territorio perché si è consapevoli delle differenze sociali, strutturali ed economiche, delle varie regioni italiane.

A sostegno delle sopra citate forme di incentivo, si studieranno e attueranno strategie federali di contrasto della volatilità del tesseramento giovanile, così da aiutare lo sviluppo delle nostre ASD e la loro sostenibilità economica. Ai Comitati saranno dati i supporti decisionali per impostare e verificare le politiche e le strategie di sviluppo del Territorio.

I Comitati saranno anche il veicolo dei progetti speciali o di carattere nazionale come “Scacchi a scuola”, cui si rimanda al capitolo dedicato alla promozione sportiva.

La Segreteria Federale e i Comitati Regionali interagiranno con maggiore reciprocità. Ai Comitati Regionali che si trovano nella condizione di poter accedere a risorse pubbliche per progetti locali, sarà dato il supporto amministrativo necessario affinché non si debba rinunciare a risorse aggiuntive per la complessità dell’iter burocratico o la mancanza di autonomia gestionale.

Le persone sono l’asset più importante. La Scuola federale di formazione creerà e valorizzerà le competenze degli Istruttori, dei Tecnici, dei Dirigenti sportivi e degli Arbitri Regionali e curerà la formazione continua. La qualità e l’innovazione dei contenuti nonché dei veicoli della formazione (un forte impulso sarà dato alla didattica e-learning) contraddistingueranno la nostra Federazione nel panorama sportivo.

Molti dei nostri Istruttori si caratterizzano per una pluralità di approcci didattici verso i più piccoli che sono innovativi ed efficaci; ma occorre preparare anche Istruttori che sappiano motivare e migliorare la preparazione di quei giovanissimi che dalla scuola vogliono passare ai circuiti giovanili federali. Agli Istruttori più qualificati sarà consentito di accedere ai livelli più alti delle qualifiche SNaQ e di acquisire le moderne tecniche d’insegnamento e di preparazione scacchistica praticate a livello internazionale dalle nazioni più blasonate. Come si è già precisato altrove, il Protocollo SNaQ sarà aggiornato per conseguire questi obiettivi e allo stesso tempo si avvieranno i corsi di aggiornamento biennale.

Il modello di dirigenza sportiva nella FSI è improntato al volontariato e porta con sé anche i retaggi di una concezione del “circolo” inteso come una attività dopolavoristica che ha difficoltà di conciliarsi con una moderna visione dell’ASD. I nostri dirigenti sportivi, persone ricche di passione, spesse volte sono disorientati e fanno fatica a fronteggiare le dinamiche di una realtà sempre più complessa e piena di responsabilità, influenzata dai cambiamenti legislativi, economici e culturali che hanno interessato il sistema sportivo italiano. Lo sviluppo e l’aggiornamento delle competenze di ruolo del dirigente sportivo sono prioritari se si vuole far crescere armonicamente la nostra Federazione. L’azione sin qui intrapresa dal 2018 si sta dimostrando adeguata e occorrerà solo una revisione di alcuni contenuti didattici dell’impianto esistente.

La Scuola di formazione federale, con un piano formativo annuale, organizzerà corsi di aggiornamento, i corsi Istruttori di 3° livello (Istruttore Capo) e i corsi per dirigenti sportivi di 2° e 3° livello. Queste attività formative si faranno in collaborazione con la Scuola dello Sport di Sport e Salute Spa e si avvarranno di esperti che apporteranno un elevato contributo scientifico e di esperienze. Si potranno decentrare ai Comitati Regionali la formazione degli Istruttori di 1° e 2° livello e dei dirigenti sportivi di 1° livello, in conformità con l’obiettivo federale di delegare maggiori responsabilità, risorse e compiti. La Scuola, in tali casi, manterrà il compito autorizzativo, di standardizzazione del processo formativo, di verifica e controllo degli esiti.

La Scuola di Formazione formerà anche gli Arbitri Regionali, in collaborazione con la CAF che rileva le necessità sul territorio con i fiduciari di area e fornisce i docenti, e con i Comitati Regionali cui spetterà l’eventuale supporto logistico. Il programma didattico attualmente in vigore sarà rivisto, articolato in obiettivi e contenuti funzionali alla figura dell’AR, e sarà svolto in un maggior numero di ore per consentire ai candidati di acquisire una adeguata preparazione tecnica.

La Scuola di formazione federale, non appena ne ricorreranno le condizioni, sarà accreditata presso il MIUR, quale ente abilitato alla formazione/aggiornamento dei docenti della scuola, in modo da promuovere sistematicamente gli scacchi nel mondo scolastico.

7.1 Passare dal “fare” al “fare e farlo sapere”

La nascita dell’ufficio Comunicazione della Federazione aprirà un nuovo capitolo della nostra storia, passando così da sporadiche esperienze, anche meritorie e ardite, a una attività formale ed organica che nel medio termine si prefigge un ricollocamento dell’immagine della Federazione nel panorama sportivo italiano.

La Federazione farà ogni sforzo per essere sempre più presente sui media e sui molteplici canali di comunicazione esterna per valorizzare il nostro sport, gli atleti e i nostri valori.

L’ufficio Comunicazione avrà i compiti di:

  • Una gestione professionale dei contenuti da comunicare per i pubblici di riferimento e per raggiungere un numero sempre più ampio di appassionati, utilizzando i nuovi linguaggi che sono patrimonio comune dei giovani e le possibilità offerte dai social e da una tecnologia che sposa sempre più l’uso della telefonia mobile;
  • Produrre video, articoli e comunicati stampa per i mass media;
  • Valorizzare ai fini promozionali e sportivi le grandi manifestazioni istituzionali;
  • Valorizzare il marchio federale e il prodotto per l’attrazione di sponsorizzazioni da destinare all’attività sportiva;
  • Attuare piani di marketing per favorire il mecenatismo sportivo e le liberalità sia di privati che di imprese;
  • Attuare piani di comunicazione per la sensibilizzazione dei tesserati e delle loro famiglie a destinare il 5 per mille alla Federazione;
  • Aiutare la diffusione degli scacchi a livello nazionale promuovendo campagne di “visibilità” del nostro sport, anche valorizzando e collegando al marchio federale i luoghi dove si gioca ed insegnano gli scacchi;
  • Aiutare i Comitati nella preparazione e attuazione dei piani di comunicazione locali;
  • Coordinare l’immagine federale e dei Comitati;
  • Curare il cerimoniale nei grandi eventi federali e nelle cerimonie di consegna di premi e benemerenze.

La nascita dell’ufficio Comunicazione valorizzerà gli accordi di partenariato esistenti, come quello con UNICEF, e i nuovi su cui si lavorerà. Infatti, i grandi operatori del non profit hanno un forte impatto visivo ed emotivo nella società e possono rappresentare un volano per gli scacchi e per quei valori che ci appartengono.

7.2 Valorizzare l’eccellenza

Riconoscere il merito, il successo e il raggiungimento degli obiettivi è importante. La Federazione già premia, in modi diversi, coloro che si sono particolarmente distinti per il loro operato: gli Istruttori, le Associazioni sportive, gli Atleti di vertice e d’interesse nazionale, gli Arbitri. A costoro si aggiungeranno i Dirigenti sportivi. Le proposte saranno avanzate dai Comitati/Delegati regionali (su istanza degli Istruttori e delle ASD; direttamente per i dirigenti sportivi), dalla Direzione Agonistica per gli atleti, dalla CAF per gli arbitri. La valutazione delle proposte sarà fatta utilizzando specifici criteri, previamente resi pubblici.

La consegna dei premi e/o delle benemerenze avverrà annualmente in una formale Cerimonia Nazionale che sarà valorizzata tramite i canali di comunicazione esterna.

8.1 I Grandi Eventi federali

I grandi eventi sportivi federali meritano una attenzione particolare per le loro potenzialità, i riflessi che possono avere sui media, l’attrattività per sponsor, l’interesse degli Enti Locali al turismo sportivo, la complessità organizzativa, il flusso economico che generano.

L’Impegno federale sarà quello di creare una forte richiesta delle manifestazioni da parte degli organizzatori, assicurare un processo trasparente di valutazione e di assegnazione con la pesatura tecnico-economica delle candidature, ottenere dei benefici economici, valorizzare gli eventi con la comunicazione esterna, adoperarsi affinché, per quanto possibile, gli Eventi siano di ampia copertura del territorio nazionale.

La Federazione valuterà accuratamente l’opportunità di fare affidamenti pluriennali per consentire agli organizzatori il tempo necessario per attivare sponsorizzazioni e per creare le condizioni logistiche ottimali.

In tutti i grandi eventi federali, inclusi quelli a gestione diretta della Federazione come il CIS, le spese di viaggio e le diarie arbitrali saranno corrisposte direttamente dalla Federazione. Si ridisegnerà il sistema attuale introducendo una indennità arbitrale onnicomprensiva (che esclude il soggiorno), altrimenti detta indennità standard (vedi paragrafo 8.3). Ciò è una importante novità; si intende assicurare una maggiore autonomia alla figura dell’Arbitro e alla CAF, e nello stesso tempo si vuole dare agli Organizzatori la certezza dei costi che andranno a sostenere. L’operazione avverrà senza aggravio di costi per la Federazione.

8.2 I Grandi Eventi internazionali

Una più attiva partecipazione nella FIDE e nell’ECU, grazie alla costituenda Commissione relazioni internazionali, punterà a creare le condizioni perché i grandi eventi internazionali giungano in Italia che possiede un patrimonio artistico e culturale straordinario e una naturale vocazione all’accoglienza. In un’ottica di “fare sistema”, si incoraggeranno le azioni degli organizzatori più qualificati per ottenere le opportune garanzie e le lettere d’intento dagli Enti Locali interessati a ospitare gli eventi internazionali.

8.3 Tornei di rilievo nazionale

In Italia c’è una vasta offerta di manifestazioni sportive che coprono tutto l’anno. Molti tornei Open sono di ambito locale, offrono generalmente buoni servizi, hanno piccoli numeri di affezionati; però sono importanti per le ASD affiliate e raccolgono un bacino di utenti che vogliono giocare frequentemente senza spostarsi. Solo alcuni Festival riescono a distinguersi per numeri significativi di partecipanti, per offrire servizi di qualità superiore e monte premi interessanti, numeri e qualità tecnica di giocatori titolati sia nazionali sia internazionali. Questi Festival sono particolarmente utili per la crescita dei nostri giovani che possono confrontarsi con i migliori giocatori ed acquisire i titoli utili e l’esperienza necessaria per arrivare a traguardi sempre più alti. In mezzo a questi due estremi si trovano molte manifestazioni sportive che perseguono fini eterogenei: turismo sportivo, valorizzazione di giovani talenti locali, promozione scacchistica locale e così via.

Questa realtà così composita merita attenzione nel suo insieme. La Commissione Calendario con il supporto della Commissione Pianificazione e Sviluppo e della CAF proporrà un nuovo regolamento che riveda la ripartizione delle competenze autorizzative tra Calendario e Comitati, valorizzi le specificità delle varie tipologie di manifestazioni (suddividendole ad esempio in tipologie di 1°, 2° o 3° fascia) e fissi criteri per cercare di evitare le spiacevoli sovrapposizioni e la cannibalizzazione dei tornei validi per i titoli internazionali.

La partecipazione attiva della CAF deve consentirle di formulare una idonea politica di designazione arbitrale che persegua criteri di efficacia efficienza economicità ed eticità, ed infine si armonizzi con le scelte che saranno fatte dal CF in materia di Calendario. Per i tornei validi per i titoli internazionali – che rientrano o ambiscono a rientrare nei tornei di prima fascia – si introdurrà una indennità arbitrale onnicomprensiva (che esclude il soggiorno), chiamata indennità standard, con l’ovvio beneficio per gli organizzatori della certezza dei costi da sostenere, non più soggetti alla variabilità delle spese di viaggio degli arbitri designati. A sua volta la CAF, trovandosi nella situazione di indifferenza economica della designazione, potrà agire con la serenità e la consapevolezza che la scelta tecnica più appropriata non creerà dissidi con l’Organizzatore. Di fatto, l’indennità standard, non includendo un rimborso al costo delle spese di viaggio, permetterà di scoraggiare le cosiddette “disponibilità” ad arbitrare tornei molto distanti dalla residenza dell’arbitro “disponibile”, favorendo invece quelli che sono maggiormente vicini alla manifestazione. Nell’ambito della sua autonomia in materia, La CAF potrà avere delle necessità tecniche che richiedono lo spostamento di arbitri da luoghi disagevoli o distanti dalla sede di gioco, incorrendo in spese di viaggio che renderebbero l’indennità standard non adeguata; queste eventualità saranno considerate caso per caso e comunque non comporteranno aggravio di costi per gli organizzatori.

La politica federale di promozione degli scacchi si avvarrà della partecipazione a bandi nazionali ed europei e/o gare per il finanziamento di progetti in partenariato con le università e le scuole, quali interlocutori privilegiati. Già diversi a affiliati hanno fatto ricorso a finanziamenti europei e nazionali per realizzare attività educative/formative e di ricerca centrate sull’uso degli scacchi. Le competenze professionali disponibili tra gli affiliati saranno valorizzate e messe a sistema perché si orientino su obiettivi federali, siano supportate istituzionalmente, siano di servizio alle componenti del nostro Territorio e generino un ulteriore afflusso di fondi verso i nostri operatori. Infatti, si vuole offrire a quegli istruttori che hanno scelto l’insegnamento degli scacchi come occupazione primaria o a tempo parziale maggiori e più qualificate opportunità di lavoro e di sviluppo professionale.

Il progetto “Scacchi a Scuola” tornerà al centro dell’attività di promozione nella scuola, in particolare modo puntando alla sensibilizzazione degli insegnanti all’uso multidisciplinare degli scacchi. Con il progetto, si cercherà di aprire la strada anche all’alfabetizzazione scacchistica tra gli alunni più giovani sia con modalità tradizionali, sia con piattaforme on-line affinché possano poi avvicinarsi alle più socializzanti esperienze di gioco in “presenza” offerte dai nostri circuiti di tornei giovanili. Con Scacchi a Scuola si vuole promuovere anche la partecipazione diretta e indiretta dei nostri istruttori e delle nostre ASD alle Associazioni sportive scolastiche per radicare gli scacchi all’interno degli Istituti in orario extrascolastico. Ci si aspetta che la collaborazione tra Scuola, Comitato Regionale, ASD e istruttori possa ripercuotersi positivamente sul tesseramento giovanile, contenendone la volatilità (la riduzione della volatilità del tesseramento under 14 è un tema complesso che sarà oggetto di studio da parte della Commissione pianificazione e sviluppo, con la proposta di misure ad hoc).

La penetrazione degli scacchi nel mondo scolastico ora non può contare sulla collaborazione degli insegnanti di scienze motorie, come invece avviene per la quasi totalità degli altri sport. Il numero di tali insegnanti che apprezzano e praticano il gioco degli scacchi è ancora bassissimo. È ora di cambiare questa situazione che genera ostacoli persino alla partecipazione degli studenti delle scuole superiori di primo e secondo grado ai Campionati studenteschi, per non parlare dell’approvazione di corsi scolastici o dell’inserimento degli scacchi nei licei a indirizzo sportivo. La Federazione promuoverà accordi con le università che al loro interno hanno la Facoltà di Scienze Motorie e Sportive. Ai futuri insegnanti di Educazione fisica si offrirà l’opportunità di seguire un corso universitario di scacchi fra le attività formative a scelta (AFS). Gli accordi stipulati a livello nazionale saranno realizzati localmente dai Comitati Regionali.

La rivitalizzazione dell’attività scacchistica nelle università è la logica prosecuzione del lavoro che viene fatto nella scuola. Nella fascia di età universitaria, il numero dei nostri tesserati si assottiglia sia per l’impegno generato dallo studio sia per la mancanza nell’’ambiente universitario di opportunità di gioco. Ogni università è una comunità di giovani di età e cultura omogenea, localizzata e importante per numero; di conseguenza deve essere un importante obiettivo di sviluppo per gli scacchi. La Federazione si adopererà per concludere accordi con le università e demanderà ai Comitati Regionali – attraverso le ASD del territorio – le attività sportive interne e la promozione di campionati universitari. La misura inciderà sensibilmente sull’aumento dei tesserati.

Gli e-sport sono al centro dell’attenzione del CIO e di conseguenza del CONI, in quanto fenomeno in grande ascesa. La Federazione si è mossa in largo anticipo utilizzando una piattaforma on line ma ora occorre cogliere le enormi potenzialità di sviluppo del settore costituendo una nuova Disciplina sportiva federale (e-chess) e chiederne il riconoscimento ufficiale al CONI. Questo settore avrà un proprio percorso agonistico on line, tra cui il campionato italiano assoluto, quello giovanile e quello scolastico (è già in corso di sperimentazione una specifica piattaforma per la scuola).  Il gioco on line andrà a intercettare anche una notevole quantità di appassionati che gravitano in località non servite dalle nostre ASD o che non hanno il tempo per dedicarsi al gioco classico a tavolino e che non sono tesserati. La nuova disciplina porterà immediati e significativi benefici in termini di tesseramento (circa 1800 nuovi tesserati a partire dal primo anno di attivazione), sponsor (i quali saranno interessati dalla possibilità di raggiungere giornalmente migliaia di persone), risorse economiche (si valuterà anche l’attivazione di specifiche tessere annuali a seconda dei servizi che si intende fruire o dell’età, sulla falsariga di quelle attualmente utilizzate per il gioco a tavolino: Tessera Ordinaria, Tessera Agonistica, Tessera Junior; il tesseramento sarà agevolato da forme flessibili di pagamento rateale).

“La FSI è l’unica Federazione riconosciuta dal CONI a disciplinare e gestire l’attività sportiva e promozionale scacchistica” ed “è l’unico Ente che rappresenta l’Italia presso la FIDE e l’ECU”. Per tale ragione, verrà offerta la possibilità all’ASIGC (Associazione Scacchistica Italiana Giocatori per Corrispondenza) e a tutti i giocatori per corrispondenza di ritornare a fare parte della Federazione, nello spirito autentico del noto motto “Gens una sumus”. Il nuovo Settore avrà una autonomia tecnica e sarà richiesto il riconoscimento di Disciplina sportiva federale al CONI, qualora ne ricorrano le condizioni anche numeriche. Infine, la FSI subentrerà nell’ICCF, la Federazione internazionale del gioco per corrispondenza. Con queste misure si vuole valorizzare l’importante passato del Gioco per corrispondenza, i risultati agonistici e dare nuova linfa all’interno del movimento scacchistico italiano. Ci si attende una positiva ripercussione sul tesseramento federale con circa 250 nuovi iscritti sino dal primo anno.

Nel vincolo del rapporto federale, La Federazione svolgerà una azione di generale sostegno e rafforzamento delle nostre ASD. Si è già trattato delle forme dirette ed indirette di incentivo ed investimento per la valorizzazione del ruolo degli istruttori e delle Scuole di Scacchi riconosciute, del supporto federale alla formazione dei più promettenti giovani di seconda fascia, della formazione dei nostri dirigenti sportivi, dell’aiuto nella penetrazione del mondo scolastico e il coinvolgimento nella realizzazione dei “progetti speciali”. Inoltre, la Federazione promuoverà la costituzione di Centri di servizio territoriali (CST) per assistere in maniera professionale, specifica e mirata le nostre ASD in materia fiscale, giuslavoristica, di privacy e sicurezza.

La riforma dello sport italiano pone accanto al CONI la società Sport e Salute Spa, controllata al 100% dal MEF, cui sono state affidate gran parte delle competenze in precedenza possedute dal Comitato Olimpico Italiano. Anche il MIUR, data l’importanza dell’avviamento allo sport nella scuola, viene valorizzato dalla riforma. Il nuovo quadro normativo, peraltro ancora in evoluzione, costituirà il punto di riferimento della nostra Federazione che, nella persona del Presidente, deve mettere a disposizione in modo proattivo le proprie competenze e il bagaglio di esperienze e idee a servizio della crescita dello sport e degli scacchi in particolare. A tale proposito, i Presidenti di Comitato saranno incoraggiati a partecipare attivamente sia alle attività gestionali sia sportive degli Organi Territoriali delle citate Istituzioni dello sport italiano.

Lo Statuto federale considera gli scacchi un elemento costitutivo della cultura nazionale (cfr. art. 1); è anche conoscenza comune che esiste un forte legame tra il gioco e varie manifestazioni dell’arte, della scienza e più in generale della società.

La valorizzazione degli aspetti culturali degli scacchi sarà affidata alla Commissione cultura che anche farà opera di coordinamento del nostro grande patrimonio. La Commissione:

  • promuoverà attività culturali a tema scacchistico, legandole principalmente ai Grandi Eventi istituzionali dove è più presente la copertura dei media.
  • curerà le pubblicazioni di natura culturale e divulgative, quest’ultime in collaborazione con la Comunicazione esterna della Federazione;
  • valorizzerà le eccellenze italiane come gli storici di scacchi, i collezionisti e i compositori, aprendo alle relative associazioni l’adesione alla Federazione ai sensi dell’art. 4 dello Statuto
  • valorizzerà il patrimonio scacchistico italiano che non si limita solo a libri antichi ma comprende manifestazioni folcloristiche, opere architettoniche, pezzi d’epoca e tanto altro
  • istituirà un gruppo di lavoro di esperti di scacchi finalizzato allo studio della storia degli scacchi, soprattutto italiana
  • valorizzerà la Biblioteca federale iniziando a creare un catalogo ragionato on line dei libri di scacchi in possesso della Federazione Scacchistica Italiana
  • renderà fruibile la biblioteca federale con prestiti e fotocopie
  • catalogherà online libri e articoli che si occupano di aspetti storici e culturali degli scacchi
  • costituirà un network con biblioteche pubbliche in possesso di libri rari o con cataloghi importanti.
  • favorirà l’organizzazione di convegni e incontri con esperti di altre discipline, con università e mondo della scuola
  • raccoglierà e mettere online le tesi di laurea a contenuto scacchistico
  • proporrà gli Istruttori, i dirigenti sportivi e le ASD meritevoli di premi o benemerenze per l’opera meritoria a favore degli scacchi
  • curerà la gestione dell’archivio storico delle partite.

La Federazione opera per la piena integrazione dei propri tesserati diversamente abili e si è già indicato cosa farà per l’attività agonistica in questo settore. Tuttavia, può rivelarsi opportuna la costituzione di una sezione di Scacchi Paralimpici affiliata al CIP, in quanto alcune delle nostre ASD già vi aderiscono singolarmente, così da valorizzare pienamente le nostre rappresentative a livello internazionale e migliorare la formazione di nostri istruttori che si trovano a lavorare con portatori di disabilità fisica.